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Teoria del Prospetto di Kahneman e Tversky

copertina appunti riassunto ed esempi pratici teoria del prospetto

La Teoria del Prospetto (TdP) è una teoria economica comportamentale formulata dagli psicologi israeliani Kahneman e Tversky nel 1979. É una delle alternative alla teoria dell’utilità attesa di von Neumann e Morgestern. La Teoria del Prospetto mira a fornire una descrizione di come gli individui compiono scelte in condizioni di rischio. La teoria si basa su osservazioni ed evidenze empiriche ottenute attraverso numerosi esperimenti di psicologia cognitiva.

Riassunto: La Teoria del Prospetto in breve

La Teoria del Prospetto afferma che gli individui, nelle decisioni che sono tenuti a prendere in condizioni di rischio, valutano ogni possibile esito partendo da un punto di riferimento (status quo). La Teoria si propone come alternativa alla teoria dell’utilità attesa di von Neumann e Morgestern e vuole effettivamente “descrivere” il modo in cui gli individui si comportano di fronte ad una decisione in condizioni di rischio.
Altri approcci che criticano la teoria classica sono la Teoria del Regret[link] e la Teoria della razionalità limitata[link].

La Teoria del Prospetto

Kahneman e Tversky dimostrano come le scelte degli esseri umani, in realtà, violassero sistematicamente i principi della razionalità economica classica. La Teoria del Prospetto critica quindi la teoria classica dell’utilità attesa. Kahnamen e Tversky pongono l’attenzione su tre fenomeni psicologici che influenzano il comportamento di fronte alla decisione di una scelta.

  1. Effetto contesto o, in inglese, framing.
    Il modo in cui il problema viene formulato influenza la scelta che viene presa.

    Un esempio:
    supponiamo che a un paziente che soffre di una rara malattia venga chiesto di procedere o meno con un intervento sperimentale.
    I dati dimostrano che i pazienti che il 90% dei pazienti che si sono sottoposti a questo intervento hanno sconfitto la malattia e sono vivi.
    Cosa sarebbe portato a scegliere il nostro paziente?
    Probabilmente di sottoporsi all’intervento.
    Supponiamo ora che allo stesso paziente sia domandato circa la volontà di sottoporsi all’intervento, raccontandogli però che il 10% dei precedenti casi, purtroppo, non ce l’ha fatta ed è deceduto.
    Mettiti nei panni del paziente, cosa potrebbe scegliere ora?
    Anche se non cambiasse la sua scelta, avrà certamente riflettuto di più sulle alternative.
    Questo è un esempio di come un problema raccontato in due modi diversi può generare scelte diverse. Il paziente del nostro esempio è condizionato dal frame (= contesto) del problema ovvero dal punto di partenza dal quale deve prendere una decisione.
  2. Avversione alle perdite.
    Per la maggior parte degli individui la motivazione ad evitare una perdita è superiore alla motivazione a realizzare un guadagno. Questo principio psicologico (generale, oltre che economico) deriva probabilmente da una sorta di istinto di sopravvivenza.
    La conseguenza è che l’individuo sceglierà alternative diverse se il problema gli è posto come guadagno o come perdita.

    Un esempio:
    Ti viene chiesto di prendere una scelta riguardo ad una opportunità di vincita.
    Se scegli l’opzione A vincerai sicuramente 900€.
    Se scegli l’opzione B puoi avere l’opportunità di vincere 950€ al 90%, ma avere un 10% di possibilità di non vincere nulla.
    Cosa scegli? Evidenze empiriche mostrano che la maggior parte degli individui sceglie A.
    Ti viene chiesto ora di prendere una scelta riguardo ad una opportunità di perdita.
    Se scegli l’opzione A sai che perderai, per certo, 900€.
    Se scegli l’opzione B hai il 90% di possibilità di perdere 950€ ma il 10% di possibilità di non perdere nemmeno un centesimo.
    Cosa scegli? In questo caso la maggior parte degli individui indica di preferire l’opzione B.

    Un altro esempio:
    Pensa quale delle due seguenti alternative ti causa uno “sconforto” maggiore.
    Caso 1: Sei a fare acquisti in un negozio di abbigliamento e trovi un maglione da 100€ scontato a 90€.
    Ti piace, lo vuoi acquistare. Vai alla cassa e ti si dice che purtroppo lo sconto si applica solo il lunedì, e quindi non potrai usufruirne.
    Paghi il maglione.
    Caso 2: Sei a fare acquisti in un negozio di maglioni e trovi un maglione a 90€.
    Giunto alla cassa ti si spiega che il costo del maglione è aumentato e costa ora 100€.
    Paghi il maglione.
    La maggior parte degli individui, anche se la differenze di prezzo è la stessa, reputerà “meno dolorosa” la prima alternativa.
    É più facile rinunciare ad uno sconto piuttosto che sopportare un incremento di prezzo.
  3. Effetto di isolamento.
    Gli individui hanno una propensione a isolare probabilità consecutive invece di trattarle insieme. L’effetto di isolamento può portare a preferenze incoerenti quando gli individui ignorano le componenti probabilistiche e si concentrano sui rami degeneri.

    Un esempio:
    Sono poste due alternative:
    A – vincere 4000€ con probabilità 20% oppure
    B – vincere 3000€ con probabilità 25%.
    La maggior parte delle persone dimostra scegliere A.
    Sono poste altre due alternative:
    Si ha il 75% di probabilità di non vincere nulla, ma 25% di passare alla seconda fase in cui si può:
    A – vincere 3000€ certi al 100% oppure
    B – vincere 4000€ con probabilità 80%
    La maggior parte delle persone, in questo prospetto, sceglie B, tuttavia fermandosi un attimo a calcolare le probabilità (25%*100% e 25%*80%) ci si accorge che le probabilità delle alternative A e B del primo prospetto sono analoghe alle probabilità del secondo.
    Ma allora perchè le persone hanno variato la loro scelta? Secondo K. e T. gli individui tendono a concentrarsi sui rami degeneri portando a preferenze incoerenti, ignorando i componenti probabilistici. Questo fenomeno è chiamato effetto di isolamento.

Conclusioni della Teoria del Prospetto

Kahneman e Tversky raggiunsero due conclusioni: gli esseri umani attribuiscono valori ai guadagni e alle perdite piuttosto che alla ricchezza in sè e i pesi decisionali sono assegnati ai risultati con diverse probabilità.
In presenza di premi positivi (guadagni) l’uomo dimostra una avversione al rischio, mentre in presenza di possibile perdite l’uomo dimostra una propensione al rischio.

Kahneman e Tversky commento value function

Kahneman e Tversky introducono una value function nella quale la probabilità degli eventi possibili viene ponderata per il “peso” che ha ogni esito nella valutazione dell’individuo.

value function kahneman e tversky teoria del prospetto grafico

La value function ha un andamento non lineare.
Il centro del grafico è lo status quo, il punto di partenza. La funzione è concava nella regione dei guadagni e convessa nella regione delle perdite. Ciò significa che variazioni vicine al punto di partenza (l’origine del grafico, lo status quo), hanno effetti maggiori sulla scelta rispetto a variazioni lontane dallo stesso punto di partenza.
In più, nella regione delle perdite la curva ha una pendenza maggiore, questo evidenzia come per l’individuo sia più rilevante soffrire una perdita piuttosto che realizzare un guadagno dello stesso importo. (“Ti tocca maggiormente perdere 100€ piuttosto che guadagnare 100€”).

Fonti

Prospect Theory: An Analysis of Decision under Risk, Kahneman e Tversky
Prospect Theory – investopedia

Grazie per la lettura

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